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OSSERVAZIONI AL PIANO OSPEDALIERO REGIONE CAMPANIA

 

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Non sono state previste chissà quali novità rispetto al passato. È un piano triennale 2016/2018. Molti i ridimensionamenti, ma le discusse chiusure sembrano tutte sparite. Occorre il rispetto delle popolazioni di questo territorio che nel corso di questi anni di crisi legata alle difficoltà economiche e finanziarie della Regione Campania hanno sicuramente, più di tutte le altre province, pagato in termini di difficoltà e tagli ai servizi. I presupposti di riferimento del decreto ministeriale n.70 del 2015 sono due: bacino d’utenza ed epidemiologia.

 

AVELLINO

I tre ospedali della provincia di Avellino – Ariano, Sant’Angelo e Solofra- rientrano nella rete d’emergenza, fondamentale per la sopravvivenza della struttura stessa. L’azienda Moscati resta DEA di II livello-bacino di utenza da 600mila a 1 milione e 200.

Il decreto ministeriale n.70 del 2015 prevede un numero di specialità più ampio in proporzione al numero di abitanti. L’area vasta Irpinia-Sannio ne conta 728mila e la scelta della macro aerea è quindi un punto di forza. Occorre però far rientrare nella rete dell’emergenza anche le strutture private accreditate e già in esercizio presso la ASL di riferimento (Legge Regionale 2011 n. 4 art. 1  237 vicies bis.  In deroga a quanto previsto dal comma 237 quater è consentito rilasciare autorizzazioni per i soli trasferimenti di strutture sanitarie già in esercizio nell’ambito della stessa ASL. A tali trasferimenti si applicano le procedure di cui al punto 1.3 della DGR 3958/2001, come modificata dalla DGR 7301/2001 (34). (34) Comma aggiunto dall’articolo 1, comma 1, della legge regionale 14 dicembre 2011, n. 23. Fondamentale per il polo infantile, per le emergenze chirurgiche, cardio-chirurgiche, di chirurgia vascolare, cardiologia e cardiochirurgia. La provincia di Avellino dispone di un numero complessivo di circa 540 posti letto in strutture private accreditate di cui solo n.60 ( 40 Villa Maria di Mirabella Eclano e 2 Villa Maria di Baiano) ubicati in provincia, in quanto la quasi totalità è ripartita tra Avellino città ed immediato hinterland.

Sono stati ridistribuiti n.1400 posti letto però l’area Irpinia-Sannio ne ha persi n.171. il posto letto è importante perché sempre secondo il decreto n.70, ad esso va associato il numero di primariati. È inoltre fondamentale la qualità delle specialità delle unità operative –indice di complessità delle patologie-.

In Regione Campania abbiamo un finanziamento di 2miliardi e nove, l’Irpinia risponde con una produzione sanitaria di 1miliardo e sei. Occorre efficienza, efficacia ed economicità.

Con il blocco del turn over stiamo perdendo gli specialisti ambulatoriali. La Regione Campania ci ha riconosciuto il 75% dell’anno precedente perché il restante 25% è andato all’ospedale del Mare.

 

RICHIESTE

 

ü Prevedere per la macro area Avellino-Benevento un DEA di primo Livello con sede presso l’ospedale di Ariano Irpino, già dotato delle specialità previste dal decreto ministeriale 70/2015, con presenza attiva h24 dei servizi essenziali e inserito nella rete di emergenza come SPOKE.

ü Potenziare l’alta specialità neuro riabilitativa, incrementando il numero dei posti letto previsti presso la Fondazione Don Gnocchi di S. Angelo dei Lombardi da 15 a 30.

ü Prevedere presso il Moscati già DEA di II Livello un HUB nella rete delle emergenze gastroenteriche ( attualmente assicura disponibilità notturna in rete h24 in Provincia e Regione) ed un HUB nella terapia del dolore (assicura ambulatorio, day surgery in Regione).

ü Si chiede proroga superiore a 6 mesi per i punti nascita con meno di 500 parti annui. Proroga della deroga dei punti nascita per il Landolfi a Solofra e per il Sant’Ottone Frangipane di Ariano Irpino.

ü Rivedere attribuzione dei 18 posti letto di psichiatria assegnati al Moscati         (essendo tale specialità presente da sempre presso l’ASL di Avellino) a vantaggio di Chirurgia vascolare, Terapia intensiva, Terapia del dolore.

ü Aumentare i posti letto di lungodegenza presso la struttura ospedaliera di Bisaccia, in considerazione delle problematiche legate alla geografia del territorio.

ü Inserire le strutture accreditate delle province di Avellino e Benevento nelle reti di specialità: Villa Maria di Mirabella Eclano  (rete oncologica e radioterapia) , Clinica di Mercogliano (rete dell’infarto) e Villa dei Platani ( rete materno-infantile).

 

BENEVENTO

  • Ospedale Sant’Alfonso dei Liguori a rischio chiusura con soppressione dei reparti di oncologia e cardiologia
  • Rummo rischio declassamento
  • n.71 posti letto per acuti cancellati nel Sannio
  • drastica riduzione dei posti letto all’ospedale di Sant’Agata dei Goti
  • n. 44 posti letto nel Sannio riconvertiti da acuti a lungodegenti
  •  15% dei posti in meno all’ospedale Fatebenefratelli.

 

ü È  necessario un riesame complessivo della questione.

ü Occorre la costituzione di un tavolo tecnico-istituzionale che veda impegnati i vertici dell’ASL, quelli della Regione Campania, il Commissario ad acta e gli Organismi del Ministero della Salute preposti alle materie Piani di Rientro e Programmazione Sanitaria. 


Il Segretario Generale

Mario Melchionna